lunedì 27 giugno 2016
venerdì 24 giugno 2016
QUELLO CHE GLI ULIVI CI DICONO
“QUELLO CHE GLI ULIVI CI
DICONO” dalle Radici ai Rami… un cammino
d’Amore”
nel
cuore pulsante di Lecce la personale di Silvana Bissoli con le sorprendenti
pirografie
NEGLI SPAZI DELLA GALLERIA MACCAGNANI di Lecce
COMPITO DELL’ARTISTA È ILLUMINARE I
NOSTRI CUORI!
percorso critico
di Pompea Vergaro
La
pirografista Silvana Bissoli, la viandante messaggera, come ama definirsi,
dalla città di Imola torna con suoi ulivi nel cuore pulsante di Lecce, con una prestigiosa
personale.
Ella, come ogni anno, giunge nel Salento per
tuffarsi tra i campi di antichi ulivi e… nella vita!
La Rassegna che si snoda nello storico spazio espositivo della Galleria Maccagnani si
sostanzia in una sosta di 20 giorni con
allestite circa 30 opere il cui filo
conduttore è l’amore.
Qui
gli ulivi dell’artista indagano, lungo i perimetri esistenziali,
questo intricato e imprescindibile sentimento, affrontato in tutte le sue
sfaccettature.
Gli ulivi pirografati non rimarranno soli, perché la mostra è un viaggio a più voci e da veri camminanti lungo “le
strade degli amori in cammini di arte musica poesia prosa teatro canto danza: dagli amori materni a quelli arrabbiati e spirituali,
dai gelosi e allacciati a viandanti e letterari, del sacro fuoco, fiabeschi e lontani. La personale è un invito che fanno gli ulivi
pirografati che non è tanto quello di guardare, quanto quello di sentire
l’energia che vi scorre dentro, perché l’arte per la pirografista Silvana
Bissoli è la consolazione della mortalità di fronte alla vita, è il superamento dell’indifferenza di
fronte alla bellezza!
Perché la BELLEZZA è il
fine e il principio dell’arte
La personale dell’artista
imolese Silvana Bissoli è dedicata alla
poetessa scrittrice leccese CLAUDIA PETRACCA scomparsa prematuramente
quest’anno.
giovedì 23 giugno 2016
venerdì 20 maggio 2016
TANGASS
Maurizio Mazzotta - TANGASS
tango con l’assassino - L'Officina delle parole
Tangass tango con
l’assassino, è una metafora colorata di giallo, una vicenda al limite del
paradosso, avvolta dalle suadenti atmosfere delle milongue e oscurata da vergognosi giochi di potere.
Serafino Valdemaro come
ballerino di tango è così bravo che appena entra in milonga le tanguere
smaniano per la sua bravura, in realtà è un investigatore ammirato per la sua
perspicacia e per la capacità di riconoscere la menzogna, amato per la tenacia
nel perseguire gli assassini.
Ha un curriculum d’eccezione nella lotta contro il crimine,
al punto che è tenuto d’occhio dal Potere che lo teme perché ha il favore della
gente e per questo ha cercato più volte di incastrarlo. Valdemaro senza essere
un osso duro, anzi piuttosto incline a subire le frustrazioni, innamorato del
suo lavoro e dei suoi collaboratori, “si è tolto dieci anni” per rimanere in
servizio. Il suo mestiere lo intriga, lo fa vivere, non saprebbe cosa fare in
pensione. Vuole e deve continuare a lavorare, pure in quella cloaca che è il
Palazzo dell’Ordine. Spesso si affianca al Primo nucleo della dottoressa
Tulipano ed è proprio con lei che indaga sulla morte di un barbone, vittima
di uno strano incidente sulla Via del Mare.
Con i suoi collaboratori - un gruppo di detective sui
generis con qualità indubbie e tendenze originali - si troverà invischiato in
un’indagine dove niente è quello che sembra.
lunedì 21 dicembre 2015
domenica 6 dicembre 2015
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