Maurizio Mazzotta - TANGASS
tango con l’assassino - L'Officina delle parole
Tangass tango con
l’assassino, è una metafora colorata di giallo, una vicenda al limite del
paradosso, avvolta dalle suadenti atmosfere delle milongue e oscurata da vergognosi giochi di potere.
Serafino Valdemaro come
ballerino di tango è così bravo che appena entra in milonga le tanguere
smaniano per la sua bravura, in realtà è un investigatore ammirato per la sua
perspicacia e per la capacità di riconoscere la menzogna, amato per la tenacia
nel perseguire gli assassini.
Ha un curriculum d’eccezione nella lotta contro il crimine,
al punto che è tenuto d’occhio dal Potere che lo teme perché ha il favore della
gente e per questo ha cercato più volte di incastrarlo. Valdemaro senza essere
un osso duro, anzi piuttosto incline a subire le frustrazioni, innamorato del
suo lavoro e dei suoi collaboratori, “si è tolto dieci anni” per rimanere in
servizio. Il suo mestiere lo intriga, lo fa vivere, non saprebbe cosa fare in
pensione. Vuole e deve continuare a lavorare, pure in quella cloaca che è il
Palazzo dell’Ordine. Spesso si affianca al Primo nucleo della dottoressa
Tulipano ed è proprio con lei che indaga sulla morte di un barbone, vittima
di uno strano incidente sulla Via del Mare.
Con i suoi collaboratori - un gruppo di detective sui
generis con qualità indubbie e tendenze originali - si troverà invischiato in
un’indagine dove niente è quello che sembra.


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